CAPITOLIUMART CASA D'ASTE

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Chi Siamo

La Casa D’aste Capitolium nasce nel 1988, fondata dalla famiglia Rusconi nella prestigiosa sede bresciana di Palazzo Cigola Fenaroli Valotti. Nel 2008 dopo vent’anni e quaranta aste, esclusivamente di arte antica di alto livello, a seguito di un nuovo assetto nella compagine societaria la ragione sociale muta in CapitoliumArt.

Viene dunque inaugurata la sezione di Arte Moderna e Contemporanea diretta da Gherardo Rusconi, mentre quella di arte antica e XIX secolo continua essere gestita da Giorgio Rusconi.

A distanza di tre anni, nel Marzo 2011, sono state organizzate 14 aste per un totale di 6.000 lotti circa comprendenti opere d’arte antica, del XIX secolo, moderna, contemporanea, libri d’arte e design. La percentuale di vendita nella media si è attestata intorno al 35% con punte del 50% nelle ultime aste.

Tra le diverse collezioni affidate per la vendita le più corpose sono state l’eredità Vavassori di Bergamo (511 lotti), l’eredità Buchner Bauchevic di Portogruaro (100 lotti), l’eredità Ferrarino di Pisa (150 lotti) e l’eredità Botti di Livorno (250 lotti). Nel corso di queste vendite si sono registrate alcune interessanti aggiudicazioni di cui riportiamo il dettaglio con l’immagine dell’opera nella sezione Top Lot. Tutti cataloghi delle aste passate sono consultabili nella sezione dedicata del nostro sito così come l’elenco dei risultati delle singole aste.

La casa d’aste capitoliumart si serve di piattaforme nazionali e internazionali per veicolare le informazioni relative alle proprie aste e raccogliere offerte, soprattutto nel web. I nostri cataloghi sono infatti reperibili sui seguenti siti specializzati prima durante e dopo lo svolgimento delle vendite:

  • www.arcadja.com
  • www.arsvalue.com
  • www.artprice.com
  • www.artfact.com
  • www.auction.fr
  • www.artaste.it
  • www.invaluable.com
  • www.lot-tissimo.com
  • www.axioart.com
  • www.thesaleroom.com
  • www.icollector.com
  • www.gazette-drouot.com
La Casa d’Aste Capitoliumart dal 2011 è iscritta all’Associazione Nazionale Case D’Asta.

Storia del Palazzo Cigola - Fenaroli - Valotti

Brescia, città di antichi Palazzi, un patrimonio ancora da riscoprire. Ecco un'occasione insolita: Palazzo Cigola - Fenaroli, che emerge tra Via Carlo Cattaneo e Piazza Tebaldo Brusato. É tra i piú importanti; le due facciate rivelano chiaramente le diverse epoche: cinquecentesca quella di Via Cattaneo, con portale fuori centro, caratterizzato da due imponenti telamoni: secentesca quella su Piazza Tebaldo Brusato. L'insieme è, tuttavia, armonico, sia per unitá di volume che per continuitá dei moduli cinquecenteschi anche nel settore del seicento.

Entrando da Via Carlo Cattaneo si presenta un elegante portico e, quindi, un cortile che risale agli albori del Cinquecento - forse ancora degli ultimi decenni del Quattrocento - con tre lati a quattro elegantissime campate poste su alti pilastri.

Dal portico si accede allo scalone che conduce alla Galleria, ricavata da una loggia chiusa, con soffitto di legno a riquadri, rosoni e cornici intagliati: tutto nello stile del Cinquecento Bresciano.

Di grande spicco e raritá per Brescia, il soffitto dell'attiguo salone, vero cassettone di legno scolpito con grande ricchezza e varietá di motivi: uno stile decisamente insolito che non si ritrova in altri Palazzi della cittá, da far pensare a Fausto Lechi e all'intervento di artigiani e artisti venuti da fuori.

Ariosa la sala da pranzo decorata da tre dipinti con paesaggi, racchiusi da finte lesene, raffiguranti - con libertá dell'artista - tre luoghi di villeggiatura dei Cigola nella provincia di Brescia.

Altre sale presentano soffitti a cassettone, finemente intagliati, con decorazioni e affreschi di artisti famosi, tra cui Sante Cattaneo e Carlo Frigerio.

Il grandioso edificio eretto, come accennato, nel XVI e XVII secolo, dai Conti Cigola di Muslone, passó, all'estinzione della famiglia, ai nobili Fenaroli. Nella storia della nobile famiglia Cigola la tradizione vuole che, in questo palazzo, sia stato ospitato e curato Pierre du Terrail, il Baiardo, cavaliere senza macchia e senza paura, ferito durante il sacco del 1512.