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Enrico Albrici (Vilminore di Scalve, 19 novembre 1714 – Bergamo, 1773) è stato un pittore italiano.

La prima e unica formazione ricevuta a bottega fu quella intrapresa in giovane età dal pittore Ferdinando Cairo tra il 1730 a il 1733.
Dopo aver lasciato la bottega del pittore e tornato a casa dei genitori a Vilminore, produce qualche piccola opera locale ma senza proseguire negli studi e in una vera e propria carriera artistica, che riprenderà a tempo pieno solo nel 1740 in vista delle nozze con Magdalena. Dopo pochi anni iniziano ad arrivare le prime importanti commissioni: nel 1744 dipinge a Brescia nella chiesa Della Carità due finte statue e con il pittore Scalvini affrescherà l'interno della chiesa di Berzo in Valcamonica. Nel 1745 è il suo paese d'origine, Vilminore, a commissionargli l'affresco della Crocefissione di San Pietro. Torna poi Brescia nel 1747 per affrescare, con la tecnica del chiaro scuro, altre due finte statue alla Chiesa Della Carità e due medaglie e sei statue nel santuario di Santa Maria dei Miracoli.

Questa tecnica divenne una sua peculiarità, che gli porterà la commissione di molti ritratti da parte del Cardinal Querini. Sempre nello stesso anno realizzarà gli affreschi, oggi andati perduti, della cattedrale tra cui una crocefissione,gli affreschi della cappella di San Liborio, allora presente nel Duomo vecchio, e tre santi nella chiesa di San Cosma e Damiano. In parte distrutte dalla seconda guerra mondiale sono anche alcune delle tele del ciclo della chiesa di Santa Maria dei Miracoli, realizzate tra il 1749 e il 1754, così come perduti sono l'affresco nella chiesa di San Cristoforo, dedicato al santo, e la tela di San Gerolamo Miani, entrambi realizzati nel 1752. Nel 1754, anno molto prolifico, torna a dipingere a Vilminore quattro grandi affreschi, ma grazie alla sua amicizia con il conte abate Giorgio Duranti, riesce ad ottenere numerose commissioni dalla chiese del bergamasco e in palazzi nobiliari bresciani.