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Angelo Barovier (Venezia, ... – Venezia, 1480) è stato un artista del vetro italiano. Cresciuto in una famiglia di lunga tradizione vetraia, Angelo fu di certo il membro più noto e significativo, poiché seppe unire le conoscenze tramandate da varie generazioni ad una singolare inventiva e creatività da artista e da scienziato.

Le notizie biografiche sono poche e frammentarie, ma confermano la sua abilità nel trattamento del vetro. L'umanista Ludovico Carbone, ad esempio, descrisse Angelum Venetum come optimum artificem crystallinorum vasorum (grande produttore di vasi cristallini). Altra testimonianza dell'elevata stima per il Barovier è il decreto della Repubblica veneta che, intorno al 1455, gli concesse l'esclusiva di produzione di un vetro molto pulito, prodotto tramite una tecnica da lui messa a punto, che egli chiamò vetro cristallino o cristallo veneziano. Secondo alcuni, a Barovier andrebbe attribuita anche l'originale realizzazione di una pasta di vetro definita calcedonio.

Su richiesta del Filarete, architetto dei duchi di Milano, Barovier fu convocato nel 1455 presso la corte di Milano per poter suggerire al maestro l'utilizzo delle migliori paste vitree da utilizzare nella costruzione di Sforzinda, la città ideale desiderata da Francesco Sforza e progettata (ma mai realizzata) dallo stesso Filarete, che di Barovier aveva scritto:

«Questi vetri gli farà un mio amicissimo il quale si chiama Maestr'Angelo da Murano il quale è quello che fa quelli lavori cristallini»

Non sono note vere e proprie opere di Barovier, anche se alcuni storici dell'arte gli assegnano una Coppa nuziale conservata nel museo vetrario di Murano, la coppa degli uccelli a Trento ed un calice in vetro azzurro nel Museo civico medievale di Bologna.


Opere già passate in asta