Lotto 0025

Primi anni Venti, firmato in basso a sinistra: G. Biasi –Teulada. Scheda critica allegata all'opera di Giuliana Altea: Giuseppe Biasi (Sassari 1885-Andorno Micca 1945) fu tra il secondo e il terzo decennio del Novecento un artista molto popolare a Milano. Affermatosi dapprima come illustratore dei romanzi di Grazia Deledda, presente alle Biennali di Venzia del 1909 e 1914 e alle mostre della Secessione romana del 1913, 1914 e 1915, riscosse un notevole successo con le sue rappresentazioni di vita popolare sarda filtrate dalla memoria e della nostalgia e rese con un tono languido e sensuale, a tratti ravvivato da inflessioni espressionistiche suggerite dalla vicinanza di Aroldo Bonzagni, di cui Biasi fu amico. Il dipinto in questione raffigura un soggetto ripetutamente trattato dall’artista, con infinite variazioni, nel corso della sua carriera: una scena campestre con un cavaliere che abbevera il cavallo e una donna che si appresta a lavare i panni. L’opera fu eseguita con ogni probabilità negli ultimi tempi del periodo trascorso a Milano (dal 1915 al 1923), poco prima che l’artista partisse per un quadriennale soggiorno in Nordafrica che ne avrebbe sensibilmente trasformato lo stile e arricchito la gamma dei temi. L’olio presenta le caratteristiche tipiche della pittura di Biasi nei primi anni Venti: la resa pittorica rapida e corsiva, che definisce con sintetiche pennellate i tratti delle figure e del paesaggio; l’abile disposizione degli elementi compositivi, che rivela l’esperienza di illustratore; la preferenza per gamme basse, accese da passaggi di giallo e di verde brillante nello sfondo di paese; la netta grafia dei contorni che dialoga con le stesure mosse del pigmento; l’effetto di tendenziale à plat della rappresentazione, che trasforma le case basse del villaggio in quinte teatrali e il pozzo e l’abbeveratoio in accessori di scena necessari all’azione delle poche comparse. La firma accompagnata dalla scritta “Teulada” è anch’essa consueta al pittore nei primi decenni della sua attività. L’aggiunta della parola “Teulada” alla firma dell’artista rimanda alla folgorazione estetica subita da Biasi al momento della sua prima visita nel paese del Sulcis, verso il 1910, alla vista dei pittoreschi costumi popolari indossati dagli abitanti. Provenienza: Collezione privata, Milano.

Tecnica: Olio su tela

Misure: 100,00 x 65,00 cm


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